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TibiDabi
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e le istruzioni?
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sabato, maggio 15, 2010
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3 italia s'è rotta.
akjweiiruuhnvurpwè+òfàààù##@@#[[!
Il mondo piange, sangue.
Sempre a parlarne bene, e invece. I riti voodoo di tim, vodafone e wind funzionano.
Al call center sono miei amici. Al call center è una Babele.
Asiatici, sudamericani, rumeni, busciodeculeni.
Ciao, sono Ramona.
Ciao, sono Cristina.
Ciao, sono Xàò@òend M°àà###tz.
Ciao, sono Cristina.
Nomi che ritornano.
"Hey ma devo aver parlato con te l'altra volta!"
"No ha parlato con una del mio paese."
E poi Signora di qua. Signora di là. Signora, ma de che?Signò!
'Sta voce, mannaggia di 'sta voce.
Le minacce. O ripristinate o disdico tutto. O la borsa o la vita.
Un tecnico la chiamerà. Un tecnico s'è perso.
Porta il pc in biblioteca. Portati 5 kg a tracolla.
La connessione alma wi-fi. L' ouverture di windows.
Occhiatacce e mormorii.
Il desktop dei Beatles.
I nasi ficcati.
La Madonna in croce vicino a Gesù.
Le mails a mezza Lubiana. L'attesa fino al giorno dopo. Delivery mail notification. Cazzo avrò sbagliato a scriver qualche cognome in giargianese (idioma noto solo in terra di bari)
5 minuti di connessione. 23h e 55m d'oblio e sberleffo.
I film. I bei film scaricati e mai visti.
Memento. Brian di Nazareth. Il viaggio della Sposa. Il regista di matrimoni. Ecce bombo. Sbatti il mostro in prima pagina.
Il blog che c'ha fame.
La sfiga. Coniugata in tutte le declinazioni. Di ogni luogo, lago e vattelapesca.
La pioggia. Maggio. O Marzo?
Gli amici visti occasionalmente, fortuitamente e dietro appuntamento.
Lavorar sull'autoconvincimento. Io non sono qui.
E poi di colpo.
Il ritorno della mammasantissima.
Per ora -per quanto?- tutto bene.
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TibiDabi
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martedì, dicembre 08, 2009
E' il tuttofar della Sign.ra Bruna, detta anche la Bruna, Nostra Signora Proprietaria di casa.
Si rompe il ferro da stiro? Ci pensa Terenzio!La cornetta della doccia ti cade in testa! Fai uno squillo a Terenzio. Vuoi una Tv in camera?Toh, a Terenzio ne avanza per caso una!
"Ragazze per qualunque cosa parlate con Terenzio. Lui sa far un pò di tutto. Siam amici di vecchia data. Dite a lui che lui dice a me!"
"OkBruna."
Ecco come si presenta:
maschio, caucasico, età tra i 60 e 70, brizzolato con chierica, occhio blu vispo, mano perennemente nera causa raccolta frutti non ben precisati e/o altro a seconda della stagione, accento romagnolo spinto, piedi grossi, cervello fino, contadino oggi, elettricista ieri, medaglia al merito per il contributo dato alla scienza e tecniche applicate sulla spiegazione delle accoppiate maschio-femmina nelle uscite dei cavi elettrici, segni particolari: parla da solo e parla strano.
Terenzio è il tipo che lo chiami perchè la lavatrice non va e si porta via il coperchio dello sciacquone in bagno. Gli chiedi una presa scart per la Tv e ti seghetta una presa del frigo in cucina. Gli chiedi di procurarti qualche sedia e ti porta un cesto di melagrane al suono di "Una volta tanto vengo a piantar io delle grane eh?".
Terenzio ha un segreto però. Che tanto segreto per dirla tutta non è. Ha certa ammirazione per la sottoscritta.
Vuoi che son la più grande.
Vuoi che si sente capito quando biascica di circuiti, trapani, sottopassaggi e tra gli sguardi vuoti delle altre incontra sempre il mio che oscilla tra l'arraggiato e il mo me te magno se non sistemi tutto.
Vuoi che son una gran gnocca e che nessuno può resistermi.
Insomma sto Terenzio tra un cacciavite e l'altro m'ha iniziato a far gli occhi dolci.
Vero è che non faccio molto per rendermi desiderabile. Puntualmente provata all'idea del suo ingresso in casa, mi tocca spesso aprirgli la porta ad orari inconsulti per la mia figaggine. Tipo alle 8 di mattina, ad ora di pranzo o alle 11 di sera. Ecco quando l'homo Terentius mediamente fa la sua comparsa. Ovviamente senza preavviso alcuno nell'arco di 24h. Ti lascia al telefono con un "verrò" smarrito in un qualunque arco spazio-temporale.
E quindi si oscilla dal pigiamone albicocca in pile con capello rufo e colorito morte, all'accappatoio post-docciam e turbante Moira Orfei per finire allo straccetto asciuga piatti e guanto in gomma su tuta da lavori forzati.
Per intenderci: la grande scritta RAPE ME!
Evidentemente Terenzio guarda oltre quell'aspetto vagamente trasandato e il leitmotiv Grizzly domestico.
L'altra sera mi becca che stavo uscendo. Mi squadra e mi fa:"Ma tu chi sei?Ma sei la sorella della Tibi?Ma non sembri mica lei...dio bon!"
E' bastato poco per distruggerlo:"Lo so che temevi che non avessi una vita o almeno delle fattezze da essere umano di genere femminile. Grazie per avermelo fatto notare comunque. Questo non toglie che stai a divagà!E se non sistemi la lavatrice entro stasera so cazzi. Per noi, per te e per il sistema solare!Ok?Buona serata eh!"
Miiiii, meschina!Me lo dico da sola scomodando l'esimia coinquilina Marilux.Vorrei tuttavia rassicurarvi del fatto di non aver annientato un uomo.
Oramai il nostro rapporto è questo. Lui punzecchia ma non vien capito per palesi barriere linguistiche. Io lo cazzio brutalmente per non esser annichilita dalla sua logorrea incomprensibile.
E funziona.
Sapeste con che sguardo basso e timoroso mi guarda!
Mio Dio. Proprio come si guarderebbe una moglie che non dovrebbe esser fatta incazzare.
Proprio come se avessi una qualche autorità.
Vinta non so bene dove. Magari con i punti fragola.
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TibiDabi
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martedì, luglio 21, 2009
Non riusciva ad esser felice per lei. Eppure avrebbe potuto esserlo, sinceramente.
“E alla fine gli ho proposto di riprovarci e lui mi ha risposto-in fondo sapevo saresti ritornata-ed io lacrime, tante”
Quel forzato sorriso, quello yu-uh a occhi bassi non incoraggiavano.
“Che ne pensi?”
“Lo desideravi. Accade. Da manuale no?”
“Non sarà come prima”
“Non siete più come prima”
“Non vogliamo rincorrerci come prima. Sarà diverso stavolta”
La fiducia la si può anche fingere.
Ché lei non crede ai ritorni. Fa già così difficoltà nell'addentrarsi per qualunque via che ripercorrerla equivarrebbe alla libertà di una prigionia.
Poi pensa che, a differenza dell'amica, non le è dato che qualcuno ribussi alla sua porta. Che qualcuno serbi la speranza di riaverla. Il suo ricordo non fruttifica. Non parla di un'altra possibilità.
Le sue passioni si son ritratte per poi arrendersi.
Forse ciò che l'aspetta è solo arrivarci vicino, la sfumatura ai lati del campo visivo.
Ma la messa a fuoco ciò che per altri illumina, per lei brucia.
E non lascia un ricordo che valga un ritorno.
Se non l'affrancarsi di un'attesa.