Deficio ergo sum

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, dicembre 22, 2010

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Ora, io dico, non è meraviglioso un blog in cui vi viene spiattellato dopo Michael Haneke un husky ballerino? Quanto avanti è?



Inutile dire che la coreografia nonché l'animazione è stata curata dalla sottoscritta. Non è dato sapere se in evidente stato confusionale o in lucidità preterintenzionale.
E allora concedetemelo, 'ché la nipotina mi fa 1 anno oggi!
Tocca quindi dar fondo alla famosa arte dell'entertainment bimbo friendly. E sento di poter dire la mia a riguardo.
Nel caso in cui questo video non vi bastasse, vi avesse creato una certa dipendenza o curiosità sulla snodabilità del soggetto in questione, il dancing husky s'è cimentato anche in altro. Folkloristicamente vostro, qui.

Ehm...suppongo che dopo questo post ogni momento sia quello buono per una chiamata amichevole dal CIM, right?

Benny's Video

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, dicembre 08, 2010

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Questo post parla di Michael Haneke. Ancora lui. Questo film è di Michael Haneke e vi disturberà. Pronti?Benny's video non è il primo film del'autore austriaco ma rientra sicuramente nei suoi tardivi inizi e racchiude -uno ad uno- tutti i temi del suo cinema. L'insensatezza del male, l'impassibilità della violenza, la psicosi del quotidiano, la mediatizzazione come forma di espiazione, i rapporti familiari degenerati. Quadretto alquanto confortante, direte. Ma Haneke è così. Difficile che possa conquistare platee mettendole d'accordo sulla qualità di quanto propone. Difficile non sbuffare, sonnecchiare o distogliere lo sguardo in 1h e 45 m di film. La tentazione di voler mollare, in un film di Haneke, non tarda a palesarsi. E' immediata. Perché son le prime battute che ti mettono alla prova e testano effettivamente di che pasta sei fatto. E' una sorta di selezione naturale che il regista compie: "se superi questo, non temere, non te ne pentirai continuando." Per me è così. La ripidissima scalata di un anticlimax, la vetta che non immagini eh, a vederla così alta ed acuminata, ma che poi ti sorprendi a trovartici sospeso proprio in punta scrutando dall'alto il vuoto sottostante. Vertigini. E' questo che si avverte infine: l'essere stati in balia di una grande e perpetua vertigine.
L'acme. Si inizia guardando una Vhs di un maiale ucciso in un podere con un colpo d'aria compresa in testa. Lo si vede e lo si rivede al rallenty. E lo si sente. Dapprima il sordo grugnire, poi il lamento dilaniato dal distorto rallentamento delle immagini. Dopo qualche fotogramma, luce sullo spettatore: un adolescente nel chiuso della sua stanzetta. Non una smorfia, non un accenno a qualunque emozione, solo una Vhs tra le tante. Benny ci appare così. Un adolescente tipo della Vienna bene: ottima estrazione familiare, bella casa, amici, compiti, scuola, appunti, spuntini. Nulla di eccepibile. Forse qualche piccola tensione con i genitori. Ma chi non ne ha a quell'età?
Benny conosce una ragazza, proprio fuori dalla videoteca in cui è solito prender video a noleggio. La porta a casa sua, se la fa amica, cenano assieme, scherza, la strattona, le fa domande e ne testa forza ed coraggio, finché non ne diviene l'aguzzino. Finché lei non diviene il suo animale da mattanza. Riprodurre quanto visto sembra qualcosa di diverso dall'uccidere. Ma ahimè non consente di tornare indietro all'infinito quasi a voler riavvolgere un nastro. Come spesso accade nei film di Haneke, anche qui, la violenza non è ostentata ma è intuita, riconosciuta e ultimata fuori dal campo di una videocamera fissa a riprender quanto non accade.
"Ed anche questa è fatta". Incurante del significato di quanto compiuto ciò che conta è averlo fatto, sapere cosa si prova, vedere com'è e poi andar avanti. Il corpo non è occultato, resterebbe lì se non per salvar le apparenze. In un impeto di furore si rade a zero ed in uno di debolezza confessa l'accaduto ai propri. Condividere una colpa? Piuttosto scaricarla, è questo il suo obiettivo. Mostrato il video ai genitori viene riversato su di essi il dubbio, il rimorso, il progettare come liberarsi del corpo senza che nessuno sappia. Da "al corrente dei fatti" diventano "colpevoli" ed unici responsabili di un qualcosa che se si sapesse comprometterebbe carriere e reputazione.
Anche questa che sembra una debolezza del ragazzo è invece la summa di un rancore programmato ad annientar gli altri tra sensi di colpa e lacrime che il ragazzo non comprende e non avverte. In fondo veder e riveder il video di quanto accaduto lo ha reso solo uno spettatore. Esattamente come per il maiale. L'espiazione passa attraverso la mediazione del video, il suo non comparire se non di spalle. Non ci sono responsabilità se il rivedere rende spettatori più che attori. Si tratta solo di qualcosa da dover metter a fuoco, compiaciuti della propria arte, seduti al buio di una cameretta oscura. E no, non sono stato io, no. Io volevo solo guardare e cercar di capire "che cosa si prova?". E la risposta gela nella vene. Non si prova nulla.

Solo gli stronzi muoiono.

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, dicembre 01, 2010

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"Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità di esecuzione!" ( 1975 Amici miei, Mario Monicelli)

BBC's Live Lounge

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, novembre 24, 2010

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E' da qualche tempo che seguo il BBC's Live Lounge. Il fato lo ha portato sul mio cammino ed io son così magnanima da voler condivider con voi la cosa, manco fosse di mia esclusiva proprietà. Più che altro diciamo che ve ne rendo edotti, laddove siate così naives da non aver alcuna idea di che cosa io stia blaterando. Quindi subappaltate pure, se vi pare!
Ok, due righe su Live Lounge. Trasmissione della fascia mattutina della BBC Radio 1 è solita ospitar gruppi musicali svariati e performers i quali si esibiscono dapprima in un loro pezzo seguito da una cover di un'altra band/cantante. Il lato risibile della cosa? Si tratta di cover lontane galassie dal genere praticato dal cantante/band in questione. Le varie esibizioni sono state raccolte in varie compilations: Volume 1, 2, 3, 4, n. I più colpiti da urticante curiosità sanno già che fare, vero?
Ah. Ovviamente di risibile c'è davvero molto, molto, molto poco. Alcune cover sono da "tanto di cappello". Suppongo che i legittimi proprietari di alcuni pezzi non le ripropongano più nei loro live per il subentrato senso d'inadeguatezza che, come dargli torto, li fa scoppiar in lacrime nel mezzo di ogni esibizione. Poveri loro.
Faccio qualche esempio così da diradar qualche nube ( non dei frignoni, delle cover eh!) :
Biffy Clyro -> Ciara Love Sex Magic
Lady Gaga -> Coldplay Viva la Vida
Adele -> The Strokes Last nite
Dizzee Rascal -> The Tings Tings That's not my name
Katy Perry -> The MGMT Electric feel
Arctic Monkeys -> Amy Winehouse You know i'm no good

Un esempio concreto? Gorillaz che rifanno Crystalised dei The xx può render l'idea?
Sì, direi di sì.
Enjoy.

Post-it Love

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on domenica, novembre 14, 2010

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Post-It Love from Kreatif360 on Vimeo.



Espleto ancora le mie funzioni vitali. Da qui a dir che son viva, però, mi par un azzardo!
Un po' di leggerezza.'Ché non guasta.

Somewhere

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on domenica, settembre 12, 2010

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E' irritante doverlo dire.
Sì. Lo sapevo. Tra cotillons e ricchi premi il Leone d'oro per il miglior film se lo porta a casa Coppola la figlia.
E proprio nel momento in cui lo inondavo di critiche e perplessità, eccolo lì Tarantino, spero in palese stato confusionale, a far proprio quel nome là; quasi a dire "e belli e bravi ce ne andiamo con qualcosa in saccoccia tutti, amici miei."
Avete visto Somewhere. Magari vi è piaciuto anche ed avete trovato qualche argomentazione – misteriosa- a sostegno della vostra tesi. La spietata analisi della TV Italiana (a porposito, grazie Sofia Coppola per aver offerto una vetrina così veritiera della tv nostrana e per darne sfoggio, ti auguro, in ogni orifizio di 'sto mondo. Come se Berlusconi non bastasse a farcisi ridere dietro!). Il tenero rapporto padre-figlia. Le lapdancers gemelle(immagino ricordiate tutti su che musica ballassero...right?). La costruzione della maschera su Johnny Marco(maschera di gran lunga più espressiva di Stephen Dorff a dirla tutta).
-Ehi ma questo Johnny Marco non richiama nel nome James Franco?-
-A dirla tutta a me pareva richiamasse DJ Johnny Glamour di Aldo, Giovanni e Giacomo!-

Insomma, s'è capito come la penso. Non ne faccio mistero.
Il trailer m'aveva già dato l'impressione di esser potenzialmente più del film. Una mezza idea me l'ero fatta sulla storia, metteteci poi che più o meno ho capito dove vanno a parar i film della Coppola ed ecco che la fregatura era una aspettativa legittima.
Ma non voglio parlar di fregatura. La Coppola è un'icona del cinema indipendente(de che?) oramai. E' tipo gli Weezer. Potrà anche far cagate ma c'è gente che si straccerà le mutande sempre per lei pur di negar l'evidenza.
Insomma, dai, Lost in translation l'ho adorato. Anche le Vergini suicide non mi son dispiaciute.
Ciò a dimostrar che non avevo pregiudizi. Però allo stesso tempo non posso dire di nutrire un'ammirazione incondizionata per questa donna. Ai miei occhi è una sorta di equilibrista, in bilico lassù con una grande potenzialità di passo falso in serbo.
Questo Somewhere è un film privo d'incisività. Niente che lo renda memorabile. Una sceneggiatura minimalista ed anche facilotta, ai limiti del banale. Tutto il resto è un susseguirsi intuibile di un qualcosa dettato dai ricordi stessi della regista che non giovano alla narrazione, se di narrazione è possibile parlare. Il risultato è desolante per l'insistere di piani fissi laddove non accade nulla.
Probabilmente l'effetto è voluto. Un'alienazione che affianca quella del protagonista, una mediocrità universale. Dialoghi, riprese, ambienti, rapporti, attori. Dorff non mi convince come depresso. In realtà non mi convince e basta. Io la chance di sorprendermi gliel'avrei anche data. Ma non si chiamano tutti Bill Murray. Elle Fanning invece, è la luce del film. C'è lei in tutto ciò che si lascia ricordare. Per il resto tanta autocelebrazione indie.
Questo minimalismo tuttavia non genera alcun tipo di empatia. Il film scorre senza grandi coinvolgimenti. Ed il pensiero che il tutto sia voluto, che è la storia a richiederlo, mi indispone, perché suona come la giustificazione a cui tutti potrebbero ricorrere per giustificar degli stratagemmi registici non proprio condivisibili.
E Somewhere pare giusto la risposta alla domanda che provocatoriamente ti balena in mente già tra i titoli di coda: “Ma questo film, dove vuole andar a parare?”
Da qualche parte. Sì. Magari nella testa di Sofia Coppola.

Back for good

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on venerdì, settembre 10, 2010

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M: Che bella borsa! L'hai comprata qui?
C: No, me l'ha regalata il mio ragazzo per i diciotto anni.
M: Ma allora perché c'è scritto sopra FURLA? Mica l'hai presa a FORLI'?
C: non pervenuto

Stay tuned!
La stagione 2010/2011 è alle porte!