Sogno di quelle note di mezz'estate

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on martedì, settembre 30, 2008

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L'estate iniziò così: un compleanno, i Rock'n Roll Adventure Kids, gli Accademici Scenografi di Cesena, un capannone, un concerto lungo una notte...il tutto annaffiato da buon(?)...diciamo tanto vino, và.

Di quelle cose belle belle che non ti aspetti.
Grazie Zambro!


P.s. La visione è altamente sconsigliata a chi ha problemi di mal di mare. Assumete un bel travelgum prima. O altrimenti saltate abbondantemente durante la visione...chissà che non si veda meglio?!

P.p.s. In tutto ciò io, accompagnata dall'altrettanto sobria Montserrat, faccio il controcoro manco fossimo le Supremes della Bassa Romagna. E son cose,eh!

Due cuori in affitto

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on lunedì, settembre 22, 2008

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A volte ti vien da esser felice. Non necessariamente per qualcosa che accade a te .Niente che scombussoli da vicino il tuo universo gravitazionale. Nessun colpo insperato di fortuna.
Se ci fosse una tesi che comprovi la trasmissione di felicità da contatto la sottoscriverei all’istante.
Nella mia permanenza in questa città mi son imbattuta in molte persone. Poche sono rimaste e valeva la pena che rimanessero.
Una di queste, la più singolare, ieri ha di colpo riallineato le sue frequenze alle mie. Nel modo più inatteso si è riaffacciata alla mia finestra,una finestra tra le tante, tutte molto assortite, tutte fondamentali a loro modo.
Certe persone son come comete. A volte ti resta solo polvere di stelle tra le mani. Una polvere però sempre viva che la dice lunga sulla sostanza di quella cometa.
Poi spariscono. O meglio, come su di un’orbita, completano il giro, per ritornar a splender forte nel tuo cielo,e come un lampo che cade a due passi da te,ti tolgon il respiro per quanta luce contengono.
Le persone restano immutate nei ricordi e questo ti rassicura dall’idea di dover pensar che possano mutare.
Invece accade. Le stesse con cui condividi desideri,passioni, progetti di un futuro rampante…crescono,si stabiliscono e diventan adulte.
Questa è la storia di Irina. L’unica persona che riesce a smascherarmi e a ricongiungermi con la finitezza della mia alterigia. Il mio personale pungolo,dorato e acuminato, a cui non posso che votarmi con ammirazione e venerazione. Non ci sarà mai parità tra di noi…una vita che ,ancora così breve, è straordinaria ed inenarrabile per quanto romanzata è, che ve se ne farebbe un torto nel raccontarla per sommi capi. Cara amica mia hai un notevole potere su di me, potere che ti riconosco senza indugi.
Tu sei quel nodo misto di ideali e valori che a tratti ho sentito di tradire, e che so che mi unisce a te, te che non sempre riesco ad affrontare, perché spesso non riesco a venir a capo di questa coscienza tumultuosa ed altalenante. Innanzi al tribunale della costruzione del nostro futuro, mi son sentita come un pubblico ministero senza una arringa per perorar la sua causa.
Ho rinviato sedute , ho preferito non affrontarti, non affrontar quel nucleo duro di cose da dirci senza giri di parole. Ho sbagliato.
Sbagliato perché non siam più quello che eravamo. L’idealismo così spietato ed esclusivo dei primi vent’anni si è trasformato nel ventre molle di un pragmatismo adulto che ha altre priorità, alcune ritardate troppo a lungo, altre del tutto nuove e stimolanti.
E tu comprendi perché sei di molto oltre,perché stai compiendo dei passi decisivi,perchè la realtà è ben più difficile da metabolizzare con quel bagaglio di sogni che ci ritroviamo. Cose che hai sempre desiderato si stanno per realizzare a giorni, a mesi. Volendole fortemente, giocandoti pezzo dopo pezzo ogni brandello di cuore rimastoti per arrivarci, fino a dissanguarti,mi hai dimostrato che la fredda russa dell’est ero proprio io: troppo cinica e impassibilmente concentrata su se stessa.
Mi dici che il sogno c'è e resta, può cambiar di contenitore,adattarsi a latte anguste in attesa di confortevoli container,ma non può svanire,solo colorarsi.

Ieri ci siamo riviste. Dopo non so neanche più quanti anni. Mi avevi preannunciato già la realizzazione di un sogno: la scoperta dell’unico e solo a te complementare per la vita; e me ne hai presentato un altro: il figlio che porti in grembo.
E ti sposi tra due settimane,perché ai colpi di scena non sai proprio rinunciar e non puoi disabituarmi.
Resta che me l’hai fatta!Ancora una volta mi hai lasciata mezza stordita a pensar a te con un sorriso stampato in faccia che mi tiene tuttora compagnia.
E mi sento felice.
Ed è come se quelli idealismi di otto anni fa si perpetuassero adesso per la vita, per quel pezzo che sappiamo condividere, rinnovandolo col tempo.


Grazie Ranga!

Homo hominis gamba!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on giovedì, settembre 18, 2008

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L’estate ha ucciso la mia continuità bloggistica.

Questo autunno prematuro, il rientro a Forlì, la fine dei giorni al mare segnano un ritorno più stabile(?)…diciamo più propenso alle 4 pareti domestiche piuttosto che alle sconfinate praterie del cazzeggio per professione.

Oggi pensavo ad una cosa curiosa di cui parlava la mia amica Maria nel corso dell’ultima Erasmus re-union a Venezia. Parlava di un italiano che aveva vinto una sorta di Grande Fratello in Spagna e della percezione che appunto gli spagnoli, nello specifico le ragazze, avessero di questo individuo.

Un “Hombre Gamba”!

Maria:"Como dite voi, Omo Gambaretto?Entiendes?Como el pescado!

Tibi: “Uomo Gamberetto?!Ah ah ah!Ok…ehm ma perché “gamberetto”?

Maria: “E’ quello che diciamo di un ragazzo che tiene un corpo bello, pero la testa è da buttare!Hombre Gamba!”

Tibi: “Buahahahahhaha!Semplicemente geniale!”

Che dire?Adoro lo spagnolo…….

Come non averci pensato prima?

Quanti Uomini Gamberetto pensate d’aver incontrato non sapendo davvero come apostrofarli al culmine della rabbia o della delusione o del travaso di bile che suscita lo sgomento di scoprir che un bel involucro non nasconde altro?Inutile continuar a far malesangue….inutile esser scurrili snocciolando tutta la serie di teste di, faccia da, figlio di…!

Io ho deciso di cambiare!

Ho scelto….

Firma anche tu per il fermo pesca!

E tu Hombre Gamba quando mi vedi…..vatt a scittè a mer(vai a rimestarti adagio nelle acque marine da cui provieni!).

Senza offesa.

Once upon a time

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on domenica, agosto 17, 2008

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“Good Turkey, you made a great job! Nice speech…let’s find a way together, ok?”

Turkey?You have to cooperate with G77+China!”

“Turkey...definetely with us!!”

Io sono la Turchia. Ed ho fatto a quanto pare un discorso “invitante”.

La simulazione di una seduta dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una mock session oggi, giusto per rodare il meccanismo. La prossima volta si fa sul serio.

E’ tutto un “Honorable chairman, distinguished delegates”. Che sarà anche una simulazione,ma la più verosimilmente verosimile, eh? Un regolamento redatto dai due segretari e tanto di lettera di accredito firmata dal Ministro degli Esteri e dal presidente della Repubblica del nostro paese mandatario.

Ogni discorso non può superar i 3 minuti. A 2 minuti e 30 risuona il tempo. Chi non vi rientra è interrotto bruscamente. Le regole prima di tutto.

Prenoto il mio intervento con una semplice alzata di mano. L’Assemblea è riunita in via di un episodio di grave entità, l’attentato ad Azzam Ahmad, Primo Ministro del nuovo governo palestinese, ucciso in occasione di una visita pubblica ad una scuola locale.

Ovviamente ciò non è accaduto per davvero. E’ solo una diavoleria del prof. Zlatko Sabic. Una situazione tipo che richiede una seduta d’emergenza.

La condanna del gesto è unanime. Gli interventi si fanno numerosi; la preoccupazione per le sorti di una pace così pericolosamente destabilizzata si fanno crescenti.

Molti si dichiarano allarmati, altri confidenti nel fatto che un gesto del genere non comprometterà i risultati raggiunti finora. Decido con il gruppo di paesi dell’OIC -Organizzazione della Conferenza Islamica- di intervenire. “E’ necessario che i paesi islamici intervengano, la nostra posizione sarà fatta oggetto di disanima efferata da parte degli altri Stati”e se arriva a dirlo persino Iran sarà meglio dargli retta!

Io ho un discorso pronto, avevo buttato giù degli appunti a casa, lette varie risoluzioni precedenti dell’Assemblea e note del Ministero degli Affari Esteri in merito. Concordo il mio intervento.

Guardo con aria di approvazione i miei due vicini di seduta:Tunisia a sinistra, Uganda a destra e mi avvio al palco. La posizione della Turchia come potrete immaginare è tra le più complesse sulla scena internazionale. Questo paese guidato da un partito islamico, eppure secolare, con un esercito garante della costituzione, un occhio agli Stati Uniti e l’altro all’Unione europea, che svolge un ruolo “pivot” tra Occidente ed Oriente per tutte queste caratteristiche così come per altre che vanno dalle condutture energetiche, alla navigabilità dei Dardanelli. Senza mezzi termini decido di dar una connotazione ambiziosa ai miei interventi, volendo far della Turchia la portavoce dei paesi Islamici. E subito ne faccio la benefattrice delle sorti della pace tra Israele e Palestina. Impegnata in prima linea nelle trattative tra i due paesi così come tra Hamas e Al-Fatah, la Turchia ha credibilità internazionale, ma l’ascesa al governo di un partito neo-islamico ha suscitato perplessità in ambito internazionale. Così il mio intervento rianima gli storici alleati, ma allo stesso tempo strizza l’occhio ai paesi islamici mediorientali. Questi hanno trovato la loro voce. Un paese progredito, industrializzato, in via di molte cose…forse anche troppe. Non voglio regolarmi, anzi…voglio incuter timore. Un filo di onnipotenza da abuso di potere non potrà che giovarmi! Ataturk sento che approverebbe…e anche se non approva, non dovrebbe risorgere per farmela pagare.

Puntiamo a sedere al tavolo delle trattative: “Che questa pace si faccia con l’intervento dei paesi limitrofi e che non sia imposta dall’alto”. Il Medio Oriente può e deve esser coinvolto nelle dinamiche che lo riguardano, non vuole più restar a guardare. Partecipare. E’ questo che chiede. Con le risorse che possiede, con quell’apporto culturale, territoriale, cognitivo che possiede e che lo rende un mediatore imprescindibile.

Scoccano i due minuti e trenta. Mi accingo a terminare. Son aperta a domande eventuali. Nessuno le pone.

Sguardi di approvazione dagli amici: Israele, Mozambico, Filippine, Iran, Ucraina.

Siedo. Prendo appunti con una certa soddisfazione.

Terminano le due ore.

La mock session è conclusa. Oggi è il 23 aprile. Ci attendono due settimane di vacanze.

Mi attendon 5 giorni a Budapest. Stasera arriva la mia cara C.C.

Ed è semplicemente una gran giornata.

Risate. Progetti. Complimenti reciproci.

Turkey enjoy your holydays,ok?”

Lo farò! Eccome!!! Non poteva iniziar meglio lo spring break.

Ci dirigiamo all’autobus in massa.

“Pranzo assieme?”

Cantina mexicana!Yeah!!!

Peter, Finn, Sarelle, Sean ed io montiamo sull’autobus. Il solito trambusto. Solo posti in piedi.

Anne mi aspetta al Bavarski dvor. La vedo. Lei è in bici.

Dall’autobus le faccio segno di proseguire.

“I’ll step down at the next stop. At Posta.”

Solo che io alla fermata Posta non ci arrivo. A metà Slovenska cesta un taxi ci taglia la strada.

L’autobus inchioda. Ed io sperimento la fantascientifica sensazione di librarmi in volo e schiantarmi contro la cassetta dei žetoni e il divisorio dell’autista.

Sbatto la fronte. Urto violentemente la spina dorsale. La borsa tra le gambe. Gli occhiali volano nell’angolino vicino alla porta.

Ed io non penso ad altro se non che quello è l’ultimo istante della mia vita.

Un volo in un autobus a Lubiana.

E penso alle cose che devo ancora fare. Ed è vero. In un istante dilatato all’infinito va in scena il trailer della tua vita. Solo per te.

Chiudo gli occhi. Mi chiedo se sia accaduto davvero. Se non lo abbia sognato.

Il brusio degli amici attorno. Li riapro. Dolori ovunque o quasi.

Testa. Schiena. Braccio.

L’apprensione degli altri. Lo spavento del volo sui loro visi.

“Like Frida Kahlo!My God i can’t believe you are fine! It has been terrifying…”

“Non ho perso conoscenza, no!”

Posso muovere tutto. Sento tutto

L’ambulanza in arrivo ad esempio.

Sulla portantina. Avvolta in coperte. Il freddo del metallo. Il corpo teso come un lenzuolo da ripiegare.

Ogni movimento è epico. Una Iliade muscolare in fieri.

Mi attendon due ore di attesa al Pronto soccorso e una serie di vari raggi x per appurar che nulla sia rotto. Resto stesa. Mi scannerizzano così. Alzarmi in piedi mi sembra tanto facile quanto arrampicarmi sull’Empire State Building con tutta la nazione americana come zavorra.

Nulla è rotto. Finn e Sarelle sono con me. Attendono e parlan di Grey’s Anatomy come di Novella 2000. Non capisco un cazzo già normalmente di quello che dicono, vi figuro con una testa pulsante che ulula in italiano, per non dire in dialetto monopolitano, epiteti coloriti alle società di autobus non solo slovene, ma di tutto il mondo riunite (sì perché in quanto autobus son da vituperare, chiaro!Mezzo di locomozione del demonio!!).

Son mezza nuda su di un lettino in piena corsia. E potrei disperarmi, legittimamente.

Invece penso all’assurdità del tutto. Al fatto che a me accadan sempre cose inenarrabili. Mai un mal di testa. Una influenza banale. Per me solo roba spettacolare! E giù battute in un inglese sconquassato. Sono sempre io. Io che non riesco proprio a buttarmi giù. Neanche su di un lettino d’ospedale.

Arriva Manca la mia coinquilina. Parla italiano. Mi aiuta coi dottori. Proviamo a capirci.

Provano a curarmi.

Oddio che dolore!!!Non riesco neanche a mettermi seduta da sola.

La schiena è un fascio di fitte lancinanti. La cura sarebbe imbottirmi di antidolorifici, pregar che qualcuno mi faccia qualche massaggio, applicar ghiaccio sul bozzo in fronte e due giorni di assoluto riposo. Se ho nausee o altro ripasso magari a trovarli.

Sono le 20 e C.C. è appena arrivata in stazione. Giustamente pensa che la sua cara amica le stia tirando uno dei suoi consueti scherzi: “Mi trovo all’ospedale. Ho avuto un incidente. Potrei far un po’tardi. Potrebbe venire Anne a prenderti ”.

Decide divertita e perplessa per l’aspettarmi.

Pago il mio conto colla sanità slovena(qualche giorno fa m’hanno fregato il portafogli colla tessera sanitaria dentro!Su di un autobus, ovviamente!!!Giorni in cui alla società di trasporti saranno fischiate le orecchie…strano!?) esco colle mie gambe dal Pronto soccorso, il che mi sembra notevole, ed in una processione che mi vede in testa, con al seguito amici e coinquiline timorose che non mi accada null’altro, sotto l’onda di una mitragliata di prediche, stai attenta e non affaticarti, abbozzo un mezzo sorriso e a passo decisamente incerto, euforica come fossi sotto eroina invece che eparina, mi faccio strada. Mi lascio alle spalle una serie di teste scosse da un NO diffuso. Negli occhi un fantomatico“Quanto durerà?”che faccio finta di non aver visto.

Col rotolo dei miei raggi sottobraccio, andatura ciondolante, posizione semi-eretta, strafottenza al palo e occhi sbarrati ed incavati allo stesso tempo di chi si è imbattuto nella fine ed ha l’aria incredula del dopo, mi dirigo in stazione per quella che dopo tutto è una giornata di quelle giornate che ti senti fortunato.

Sacchetto di gnocchi congelati sul bozzo compreso.

Pop foot!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on lunedì, luglio 07, 2008

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IL MIO ORGOGLIO!!!SONO APPENA ARRIVATE......



....ED HANNO SUBITO FATTO AMICIZIE,EH?!

Io ci sono creduto....e tu?

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, luglio 02, 2008

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E giuro che quando dico che son di Monopoli qualcuno tuttora,colla voce mezza rotta dall'emozione della scoperta,mi dice:"Monopoli?Quella di Bellomo?Noooooooooo!Un mito!!"

Non mi spingerei a proclamare che"Il nome di Monopoli se qualcuno non lo sa gira per l'Europa..." ma di certo in giro per l'Italia c'è finito,e proprio grazie a lui.
Perchè c'è chi c'ha o ha avuto Moratti come presidente, Berlusconi, Agnelli....e chi c'aveva Bellomo,che, in fatto di eloquenza, mi sembra chiaro, non era secondo a nessuno.
Oltre le regole grammaticali di base.Oltre il dialetto locale.
Più in là a rifondar la nostra beneamata lingua italiana!:D

E non importa esser o meno tifosi, seguir le gesta calcistiche di una squadra o meno.
Bellomo lo si ama( Bad Boys esclusi, per ovvie retrocessioni e fallimenti passati!)
Un parvenus dalla mentalità di mare.
Popolano e popolare.
Un classico da cinque stelle.

Figlio mio vieni qua, ti devo dire una cosa appapà!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on martedì, giugno 24, 2008

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