Homo hominis gamba!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on giovedì, settembre 18, 2008

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L’estate ha ucciso la mia continuità bloggistica.

Questo autunno prematuro, il rientro a Forlì, la fine dei giorni al mare segnano un ritorno più stabile(?)…diciamo più propenso alle 4 pareti domestiche piuttosto che alle sconfinate praterie del cazzeggio per professione.

Oggi pensavo ad una cosa curiosa di cui parlava la mia amica Maria nel corso dell’ultima Erasmus re-union a Venezia. Parlava di un italiano che aveva vinto una sorta di Grande Fratello in Spagna e della percezione che appunto gli spagnoli, nello specifico le ragazze, avessero di questo individuo.

Un “Hombre Gamba”!

Maria:"Como dite voi, Omo Gambaretto?Entiendes?Como el pescado!

Tibi: “Uomo Gamberetto?!Ah ah ah!Ok…ehm ma perché “gamberetto”?

Maria: “E’ quello che diciamo di un ragazzo che tiene un corpo bello, pero la testa è da buttare!Hombre Gamba!”

Tibi: “Buahahahahhaha!Semplicemente geniale!”

Che dire?Adoro lo spagnolo…….

Come non averci pensato prima?

Quanti Uomini Gamberetto pensate d’aver incontrato non sapendo davvero come apostrofarli al culmine della rabbia o della delusione o del travaso di bile che suscita lo sgomento di scoprir che un bel involucro non nasconde altro?Inutile continuar a far malesangue….inutile esser scurrili snocciolando tutta la serie di teste di, faccia da, figlio di…!

Io ho deciso di cambiare!

Ho scelto….

Firma anche tu per il fermo pesca!

E tu Hombre Gamba quando mi vedi…..vatt a scittè a mer(vai a rimestarti adagio nelle acque marine da cui provieni!).

Senza offesa.

Once upon a time

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on domenica, agosto 17, 2008

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“Good Turkey, you made a great job! Nice speech…let’s find a way together, ok?”

Turkey?You have to cooperate with G77+China!”

“Turkey...definetely with us!!”

Io sono la Turchia. Ed ho fatto a quanto pare un discorso “invitante”.

La simulazione di una seduta dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Una mock session oggi, giusto per rodare il meccanismo. La prossima volta si fa sul serio.

E’ tutto un “Honorable chairman, distinguished delegates”. Che sarà anche una simulazione,ma la più verosimilmente verosimile, eh? Un regolamento redatto dai due segretari e tanto di lettera di accredito firmata dal Ministro degli Esteri e dal presidente della Repubblica del nostro paese mandatario.

Ogni discorso non può superar i 3 minuti. A 2 minuti e 30 risuona il tempo. Chi non vi rientra è interrotto bruscamente. Le regole prima di tutto.

Prenoto il mio intervento con una semplice alzata di mano. L’Assemblea è riunita in via di un episodio di grave entità, l’attentato ad Azzam Ahmad, Primo Ministro del nuovo governo palestinese, ucciso in occasione di una visita pubblica ad una scuola locale.

Ovviamente ciò non è accaduto per davvero. E’ solo una diavoleria del prof. Zlatko Sabic. Una situazione tipo che richiede una seduta d’emergenza.

La condanna del gesto è unanime. Gli interventi si fanno numerosi; la preoccupazione per le sorti di una pace così pericolosamente destabilizzata si fanno crescenti.

Molti si dichiarano allarmati, altri confidenti nel fatto che un gesto del genere non comprometterà i risultati raggiunti finora. Decido con il gruppo di paesi dell’OIC -Organizzazione della Conferenza Islamica- di intervenire. “E’ necessario che i paesi islamici intervengano, la nostra posizione sarà fatta oggetto di disanima efferata da parte degli altri Stati”e se arriva a dirlo persino Iran sarà meglio dargli retta!

Io ho un discorso pronto, avevo buttato giù degli appunti a casa, lette varie risoluzioni precedenti dell’Assemblea e note del Ministero degli Affari Esteri in merito. Concordo il mio intervento.

Guardo con aria di approvazione i miei due vicini di seduta:Tunisia a sinistra, Uganda a destra e mi avvio al palco. La posizione della Turchia come potrete immaginare è tra le più complesse sulla scena internazionale. Questo paese guidato da un partito islamico, eppure secolare, con un esercito garante della costituzione, un occhio agli Stati Uniti e l’altro all’Unione europea, che svolge un ruolo “pivot” tra Occidente ed Oriente per tutte queste caratteristiche così come per altre che vanno dalle condutture energetiche, alla navigabilità dei Dardanelli. Senza mezzi termini decido di dar una connotazione ambiziosa ai miei interventi, volendo far della Turchia la portavoce dei paesi Islamici. E subito ne faccio la benefattrice delle sorti della pace tra Israele e Palestina. Impegnata in prima linea nelle trattative tra i due paesi così come tra Hamas e Al-Fatah, la Turchia ha credibilità internazionale, ma l’ascesa al governo di un partito neo-islamico ha suscitato perplessità in ambito internazionale. Così il mio intervento rianima gli storici alleati, ma allo stesso tempo strizza l’occhio ai paesi islamici mediorientali. Questi hanno trovato la loro voce. Un paese progredito, industrializzato, in via di molte cose…forse anche troppe. Non voglio regolarmi, anzi…voglio incuter timore. Un filo di onnipotenza da abuso di potere non potrà che giovarmi! Ataturk sento che approverebbe…e anche se non approva, non dovrebbe risorgere per farmela pagare.

Puntiamo a sedere al tavolo delle trattative: “Che questa pace si faccia con l’intervento dei paesi limitrofi e che non sia imposta dall’alto”. Il Medio Oriente può e deve esser coinvolto nelle dinamiche che lo riguardano, non vuole più restar a guardare. Partecipare. E’ questo che chiede. Con le risorse che possiede, con quell’apporto culturale, territoriale, cognitivo che possiede e che lo rende un mediatore imprescindibile.

Scoccano i due minuti e trenta. Mi accingo a terminare. Son aperta a domande eventuali. Nessuno le pone.

Sguardi di approvazione dagli amici: Israele, Mozambico, Filippine, Iran, Ucraina.

Siedo. Prendo appunti con una certa soddisfazione.

Terminano le due ore.

La mock session è conclusa. Oggi è il 23 aprile. Ci attendono due settimane di vacanze.

Mi attendon 5 giorni a Budapest. Stasera arriva la mia cara C.C.

Ed è semplicemente una gran giornata.

Risate. Progetti. Complimenti reciproci.

Turkey enjoy your holydays,ok?”

Lo farò! Eccome!!! Non poteva iniziar meglio lo spring break.

Ci dirigiamo all’autobus in massa.

“Pranzo assieme?”

Cantina mexicana!Yeah!!!

Peter, Finn, Sarelle, Sean ed io montiamo sull’autobus. Il solito trambusto. Solo posti in piedi.

Anne mi aspetta al Bavarski dvor. La vedo. Lei è in bici.

Dall’autobus le faccio segno di proseguire.

“I’ll step down at the next stop. At Posta.”

Solo che io alla fermata Posta non ci arrivo. A metà Slovenska cesta un taxi ci taglia la strada.

L’autobus inchioda. Ed io sperimento la fantascientifica sensazione di librarmi in volo e schiantarmi contro la cassetta dei žetoni e il divisorio dell’autista.

Sbatto la fronte. Urto violentemente la spina dorsale. La borsa tra le gambe. Gli occhiali volano nell’angolino vicino alla porta.

Ed io non penso ad altro se non che quello è l’ultimo istante della mia vita.

Un volo in un autobus a Lubiana.

E penso alle cose che devo ancora fare. Ed è vero. In un istante dilatato all’infinito va in scena il trailer della tua vita. Solo per te.

Chiudo gli occhi. Mi chiedo se sia accaduto davvero. Se non lo abbia sognato.

Il brusio degli amici attorno. Li riapro. Dolori ovunque o quasi.

Testa. Schiena. Braccio.

L’apprensione degli altri. Lo spavento del volo sui loro visi.

“Like Frida Kahlo!My God i can’t believe you are fine! It has been terrifying…”

“Non ho perso conoscenza, no!”

Posso muovere tutto. Sento tutto

L’ambulanza in arrivo ad esempio.

Sulla portantina. Avvolta in coperte. Il freddo del metallo. Il corpo teso come un lenzuolo da ripiegare.

Ogni movimento è epico. Una Iliade muscolare in fieri.

Mi attendon due ore di attesa al Pronto soccorso e una serie di vari raggi x per appurar che nulla sia rotto. Resto stesa. Mi scannerizzano così. Alzarmi in piedi mi sembra tanto facile quanto arrampicarmi sull’Empire State Building con tutta la nazione americana come zavorra.

Nulla è rotto. Finn e Sarelle sono con me. Attendono e parlan di Grey’s Anatomy come di Novella 2000. Non capisco un cazzo già normalmente di quello che dicono, vi figuro con una testa pulsante che ulula in italiano, per non dire in dialetto monopolitano, epiteti coloriti alle società di autobus non solo slovene, ma di tutto il mondo riunite (sì perché in quanto autobus son da vituperare, chiaro!Mezzo di locomozione del demonio!!).

Son mezza nuda su di un lettino in piena corsia. E potrei disperarmi, legittimamente.

Invece penso all’assurdità del tutto. Al fatto che a me accadan sempre cose inenarrabili. Mai un mal di testa. Una influenza banale. Per me solo roba spettacolare! E giù battute in un inglese sconquassato. Sono sempre io. Io che non riesco proprio a buttarmi giù. Neanche su di un lettino d’ospedale.

Arriva Manca la mia coinquilina. Parla italiano. Mi aiuta coi dottori. Proviamo a capirci.

Provano a curarmi.

Oddio che dolore!!!Non riesco neanche a mettermi seduta da sola.

La schiena è un fascio di fitte lancinanti. La cura sarebbe imbottirmi di antidolorifici, pregar che qualcuno mi faccia qualche massaggio, applicar ghiaccio sul bozzo in fronte e due giorni di assoluto riposo. Se ho nausee o altro ripasso magari a trovarli.

Sono le 20 e C.C. è appena arrivata in stazione. Giustamente pensa che la sua cara amica le stia tirando uno dei suoi consueti scherzi: “Mi trovo all’ospedale. Ho avuto un incidente. Potrei far un po’tardi. Potrebbe venire Anne a prenderti ”.

Decide divertita e perplessa per l’aspettarmi.

Pago il mio conto colla sanità slovena(qualche giorno fa m’hanno fregato il portafogli colla tessera sanitaria dentro!Su di un autobus, ovviamente!!!Giorni in cui alla società di trasporti saranno fischiate le orecchie…strano!?) esco colle mie gambe dal Pronto soccorso, il che mi sembra notevole, ed in una processione che mi vede in testa, con al seguito amici e coinquiline timorose che non mi accada null’altro, sotto l’onda di una mitragliata di prediche, stai attenta e non affaticarti, abbozzo un mezzo sorriso e a passo decisamente incerto, euforica come fossi sotto eroina invece che eparina, mi faccio strada. Mi lascio alle spalle una serie di teste scosse da un NO diffuso. Negli occhi un fantomatico“Quanto durerà?”che faccio finta di non aver visto.

Col rotolo dei miei raggi sottobraccio, andatura ciondolante, posizione semi-eretta, strafottenza al palo e occhi sbarrati ed incavati allo stesso tempo di chi si è imbattuto nella fine ed ha l’aria incredula del dopo, mi dirigo in stazione per quella che dopo tutto è una giornata di quelle giornate che ti senti fortunato.

Sacchetto di gnocchi congelati sul bozzo compreso.

Pop foot!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on lunedì, luglio 07, 2008

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IL MIO ORGOGLIO!!!SONO APPENA ARRIVATE......



....ED HANNO SUBITO FATTO AMICIZIE,EH?!

Io ci sono creduto....e tu?

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, luglio 02, 2008

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E giuro che quando dico che son di Monopoli qualcuno tuttora,colla voce mezza rotta dall'emozione della scoperta,mi dice:"Monopoli?Quella di Bellomo?Noooooooooo!Un mito!!"

Non mi spingerei a proclamare che"Il nome di Monopoli se qualcuno non lo sa gira per l'Europa..." ma di certo in giro per l'Italia c'è finito,e proprio grazie a lui.
Perchè c'è chi c'ha o ha avuto Moratti come presidente, Berlusconi, Agnelli....e chi c'aveva Bellomo,che, in fatto di eloquenza, mi sembra chiaro, non era secondo a nessuno.
Oltre le regole grammaticali di base.Oltre il dialetto locale.
Più in là a rifondar la nostra beneamata lingua italiana!:D

E non importa esser o meno tifosi, seguir le gesta calcistiche di una squadra o meno.
Bellomo lo si ama( Bad Boys esclusi, per ovvie retrocessioni e fallimenti passati!)
Un parvenus dalla mentalità di mare.
Popolano e popolare.
Un classico da cinque stelle.

Figlio mio vieni qua, ti devo dire una cosa appapà!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on martedì, giugno 24, 2008

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Diplomazia al festival

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on domenica, giugno 22, 2008

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E' passata quasi una settimana da quella che è stata una settimana da ipervedente.Ma soprattutto è passata una settimana dalla fine del Biografilm festival in quel di Bologna.Ok...fermi tutti!
Questa non è cronaca.Nè giornalismo. Forse un reportage.Di sicuro è il mio percorso come accreditata in un festival. La prima volta. Il primo accredito penzolante al collo.
Una grande indigestione visiva.Alla fine ero un pò come Alex in Arancia Meccanica...mi sentivo quell'infernale aggeggio spalanca-palpebre cucito in faccia.
Questa esperienza ha a che fare con quell'ozio dorato a cui sporadicamente mi abbandono, giusto per inebriare un pò i sensi ed assaporar la perdizione al posto di ore di studio preziose.
Mi ritrovo così a mandar domande, richieste di partecipazione per gli eventi più impensabili e lontani mille miglia dalla mia attività "ufficiale"... senza alcuna cognizione del fatto di poter ricever una risposta affermativa un giorno.
Invece è successo. Imprevedibile, come molte di quelle cose che faccio fini a se stesse...e che so bene che prima o poi potrebbero bussar alla mia porta. Bene, io preferisco curarmene al momento opportuno e nell'eventualità.
Così è stato per il Biografilm. Sprovveduta e senza il ben chè minimo senso del dovere( lo stesso che per anni mi ha temprato alla privazione)ho preso il treno per Bologna, accredito in mano, faccia tosta di rigore e mi son piazzata tra i 100 accrediti culturali della manifestazione.
Magnifica piccola...occupa giusto lo spazio di due sale cinematografiche( per l'esattezza il cinema Lumiere presso la manifattura delle arti).Speciale.
Ve l'ho detto:colpa delle prime volte.
Io non ho visto tutto. Ho fatto la mia personale selezione in base a desideri e possibilità e treni da prender per rientrare in serata a Forlì.
3 giorni su 5 è un bilancio di tutto rispetto.Mi son divisa tra retrospettive, anteprime e il concorso.
I tributi artistici della rassegna di quest'anno erano per :Jean Seberg, Monty Python,Syd Barret,Andy Warhol, Hunter S. Thompson.
Cosa ho avuto il privilegio di vedere, chi ho visto:

11 giugno

Gonzo: the life and work of Dr Hunter S. Thompson di Alex Gibney
anteprima internazionale
vincitore del premio del pubblico.
Ispiratore del visionario "paura e delirio a Las Vegas" di Gilliam,Dr Thompson è sicuramente stata una figura dirompente a cavallo tra 60's e 70's:geniale, irriverente,iconoclasta,stimato e temuto dai politici per la sua penna tagliente, lascivo, drogato...ci si è stupiti sia sopravvissuto così a lungo nonostante le sue intemperanze. Morì suicida...non potè sopravvivere alla rielezione di Bush Jr..in nome del quale la morte era una più che valida riappropriazione di dignità.Documentario onirico, dinamico, avventuroso.Goduto fino all'ultimo istante. Primo caso di documentario avvincente direi.
5 stelle

incontro con Mark Rappaport e documentario su Jean Seberg
Non sapevo chi fosse la suddetta e poi ovviamente ho realizzato.Insomma per illuminarvi il suo fiore all'occhiello è la parte in A bout de suffle di Godard. Personalità tormentata, lontana dal gran successo di massa, indagata per simpatie con i Black Panthers, morì suicida, travagliata da amori totalizzanti.
Antesignana di un fascino ed una femminilità molto contemporanee,il documentario è una sorta di finzione in cui una attrice incarna le sembianze di una Seberg odierna e ancora viva che ripercorre le tappe della sua vita.
Con tutto il rispetto Mr Rappaport,documentario esasperato e a tratti noioso su una figura di media brillantezza e carisma.
Perplessità.
2 stelle e mezzo.


Incontro con Peter Whitehead e visione di Tonite Let's All make Love in London.
Signori quest'uomo è un innovatore. Ha colto lo spirito della fine degli anni 60 nella swinging London in tutta la sua psichedelia attraverso quello che è l'unico reperto filmato della electric parade del 68 e avvalendosi di filmati e interviste a John Lennon,Julie Christie,Mik Jagger,Michael Caine...
E' l'ideatore del concept di Videoclip, forma che ha messo a punto con i Rolling Stones, Pink Floyd, Jimi Hendrix, Marianne Faithfull...
Tra le chicche relative a Whitehead, uomo: beh, ha lasciato tutto per allevare falconi in Africa(passione grande al pari di quella cinematografica); ha definito Shine a Light di Scorsese un film dilettantistico, uno studente Bolognese avrebbe potuto far meglio!
Ipse dixit.In falconis veritas.
5 stelle di rispetto.

12 Giugno

Street thief di Malik Bader
Documentario su di uno scassinatore professionista che vede i registi prima complici testimoni e poi collaboratori della polizia nel risolvere l'enigma relativo alla scomparsa dello scassinatore stesso, avvenuta tragicamente proprio nel mezzo della lavorazione al documentario.
Avvincente
4 stelle

Superstar in a Housedress:The life and legend of Jackie Curtis di C. Highberger
Il documentario è di un classicismo stucchevole ma la storia di Jackie Curtis valeva la pena un documentario.Superstar della factory Warholiana, talento artistico e teatrale dell' off off off Village, stimato dai suoi colleghi e dal pubblico che riservava ripetuti sold out alle messe in scena delle sue opere divertite e divertenti, ha lasciato una eredità artistica e di pieces esilaranti tutte incentrate sul suo travestitismo.
3 stelle

Due film in concorso:
Children of the sun di Ran Tal: storia dell'esperimento israeliano di vita collettivistica nei kibbutz, dove i bambini erano separati dai genitori ed immersi in un sistema comunitario rigido e quasi disumano. Il documentario ripercorre le memorie dei sopravvissuti l'amarezza di quegli anni e il ritorno alla vita normale, così sospirato.Toccante
3 stelle
Hear and now di Taylor Brodsky: storia di due genitori che dopo 60 di vita nella totale sordità decidono di operarsi per acquisir l'udito.Documentario diretto dalla figlia di questi ultimi che racconta la singolar vita di due genitori perfettamente integrati seppur nel loro handicap, la vita da figlia udente con genitori sordi fino alla loro sofferta scelta verso l'udire. E se la realtà fosse così assordante da far rimpiangere il silenzio?Storia bellissima di un amore.
4 stelle

15 giugno, giornata finale:

Scott Walker:30 century Man di Stephen Kijak
Non sapevo chi fosse. Grata al documentario per la scoperta.
La redenzione di un teen idol degli anni 60 che scopre la sua vena cupa compositiva creando dapprima canzoni di un intimismo struggente fin poi collo sperimentare sonorità metalliche, cupe e taglienti accompagnati da testi che son drammi di pura creaività e raffinatezza compositiva.Un genio precursore di quanto di più sperimentale oggi vi sia in giro.Gente come Radiohead,Pulp, Bowie...lo venerano incondizionatamente.Ed è lontano dai riflettori l'uomo del 30°secolo.
Illuminante.
5 stelle

Led Zeppelin:Live at the Royal Albert Hall by Peter Whitehead
La sala era gremita come mai vista. Due ore di puro estro, talento...applausi a scena aperta rincorrevano le immagini e seguivano puntualmente ciascuna canzone.E' stato come vivere un live sotto palco piuttosto che seduti in poltrona a guardar un film.
La più grande band degli anni 70. Forse di sempre. Assoli di Jimmy Page e John Bonham da brividi.
5 stelle di ammirazione e invidia.

Cineteca-Incontro con Ian Barret, nipote di Syd Barret.
Il nipote di Syd poteva benissimo starsene a casa.Una tiritera di "you know" intervallati da qualche parola. Fortuna che l'incontro è stato più una occasione per parlar di Barret con giornalisti esperti, fans e Dario Antonetti che ha riproposto brani di Barret live.
Barret pittore mi mancava. Dipingeva e distruggeva le sue opere fotografandole prima però.Ritiratosi non si avvicinò alla musica, quasi fosse traumatizzato alla sola idea(immagino di trovarsi a che fare con altre teste di ca..o come i cari ex Pink Floyd!). Il nipote di Barret non ricordava nulla dello zio. Domanda: Che cazzo l'hanno chiamato a fare?
Prima di invitare suggerirei di vagliare la lista di invitati!!

The End.
Così finisce la mia esperienza.
Mi son persa della roba ovvio:
L'incontro con Edo Bertoglio, fotografo di fama internazionale che ha immortalato New York e le sue icone
Il documentario su Jimmy Carter diretto da Jonathan Demme,"the man of plains".
Il documentario vincitore del concorso :Lucio( storia di un anarchico che mette a segno una truffa da 25 milioni di dollari per disporli delle cause in cui credeva, continuando a far il suo lavoro di muratore!)
La festa per i Monty Python con il cast della rivista Cuore.

Ma cavolo io una sono. E il treno prima o poi parte.Senza di me o con me.
Resta comunque il ricordo di qualcosa di grande agli occhi e caro al cuore.

Diavolo di un Nick Cave!

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on sabato, giugno 07, 2008

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No, perchè io di Nick Cave c'avevo un'altra idea.
Molto poco umana ed ironica.
Nel triangolo delle tenebre, dove c'è poco da ridere insomma, per me lui è uno e trino,coi carissimi al pari Tom Waits e Pj Harvey.
Vedere questo commercial per il lancio di Dig, Lazarus Dig!mi ha intenerita e rassicurata!
Nick Cave non è triste solitario y final.
Ama la vita e ride.A suo modo ovviamente.
Probabilmente a casa sua con moglie e figli sarà anche uno spasso!
"Basta papà, basta...me la sto facendo sotto!"
Insomma:divertente e decadente.
Come non adorarlo?















Tutti e sette, sì!
Enjoy it