Comm'a Johnny Cash

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on lunedì, aprile 26, 2010

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"I love songs about horses, railroads, land, Judgment Day, family, hard times, whiskey, courtship, marriage, adultery, separation, murder, war, prison, rambling, damnation, home, salvation, death, pride, humor, piety, rebellion, patriotism, larceny, determination, tragedy, rowdiness, heartbreak and love. And Mother. And God."

Cinemascope Deluxe

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on sabato, aprile 17, 2010

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Cinemascope Deluxe strikes back!
Closer.
Natalie Portman, Clive Owen e ferormoni come se piovessero.

I Cristiani Garbati

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on martedì, aprile 06, 2010

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Dovreste vedermi. Con la borsa del ghiaccio sulla gamba, una tetta indolenzita e il braccio che a sfiorarlo c'è da gemere. Io invece dovrei rassegnarmi.'Ché ad una certa forse si dovrebbe smetter di metter in scena i propri 10 anni. Colle pasquette a giocar tra i campi a calcetto per due ore. E con i lì per lì che stai benone, che tieni botta e corri come un'ossessa. E coi giorni dopo a scender le scale come una paraplegica.
Ovvio che non finirà mica così presto. Ora che non c'è neanche una mamma a gridar a squarciagola di rientrare che siamo delle pezze da strizzar e di non sfiatarci pena raffreddori e malanni vari...chi vuoi che osi fermarci? Neanche le pedate più cattive hanno potuto il rinsavimento!
Lasciati i verdi prati in fiore cosparsi di qualche brandello di pelle, trasferiamoci alla notte di Pasqua. O meglio alla messa della notte di Pasqua.
Lieto evento celebratosi quest'anno per la mia famiglia a raccolta : il battesimo di mia nipote.
Ora, fino all'ultimo il mio nome era in pole position come possibile madrina di battesimo, ma sulla linea dell'arrivo il nominativo di mio padre m'ha preceduto dandomi una bella lunghezza, causa cresima della sottoscritta mai avvenuta ( e che credo mai avverrà, senza troppi turbamenti esistenziali).
Riconosco di non esser un chiaro esempio di moralità cristiana né un modello di fede esportabile, ergo non dovrei crucciarmi per la mancata selezione. Tuttavia questo simbolismo coatto ecclesiastico sembra far danni nella psiche di molti, vedendo rapporti privilegiati tra madrina e battesimato (e non di fede bensì economici dovuti alla regalia varia conseguente)da cui in realtà sono risparmiata ma solo per modo di dire.
Anche perchè è difficile battere una zia, madrina o non che sia. La zì.
Come può qualcuno veder in me un testimone di fede?
Io a messa non vado mai. Quasi mai. La notte di Natale ci vado però. Un po' come andrei a veder uno spettacolo a teatro. Peggio in realtà. A teatro starei zitta a meno che non si trattasse di una tavanata pazzesca. A messa io parlotto. O meglio sbuffo e borbotto come una caffettiera(cit.). Preferibilmente con qualche complice. In casi estremi col vicino sconosciuto di sedia. In casi disperati si va giù di soliloquio. Forse dovrei iniziar a trovarmi qualcosa da fare la notte di Natale, invece che recarmi in chiesa a disturbar il raccoglimento dei fedeli. Ma oramai è un'usanza, l'unica coltivabile realisticamente in quella notte, notte di vigilia e di cenoni a cui la mia famiglia non è devota. Andar in giro per locali? Naaah. Son tutti chiusi e poi con chi? Io non faccio cenoni, ma gli altri sì! Andar a dormir presto è un'onta che non posso tollerare, quindi, dai, ci sta. Vado a messa!
Secondo il mio modesto parere, la messa avrebbe bisogno di prove. Insomma è pur sempre uno spettacolo, spettacolo di ben 2 ore, considerata la trasmissione in notturna.
E invece niente! Allora non lamentiamoci se va a finir sempre con qualcosa di ridibile!
Non so se è il mio occhio faceto a trovar sempre qualcosa di comico, ma la messa può davvero tingersi di una ilarità irresistibile.
Aldilà dei refusi tra le varie letture del vangelo, anche la spiegazione del vangelo da parte del parroco può toccar punte memorabili.
Tra colpi di tosse e voce che viene meno inizia il discorso a braccio. Menzione particolare all'acido riferimento al "Chiacchiericcio tipico delle donne" attraverso cui il pettegolezzo della resurrezione di Cristo s'è propagato, nonchè al "Mi auguro che andando a casa troviate Gesù nell'uovo!"a cui un bambino ha replicato, giustamente, che nell'uovo c'è il pulcino, senza che il prete ora inizia a dir il contrario, mè!Io ho suggerito ai miei vicini una personale interpretazione delle parole di Don Vito, ovvero che Gesù al più potrebbe sempre romper due uova nel paniere e morta lì.
Aggiungiamo a questo il povero sacrestano che abbarbicatosi su di una scala dietro l'altare ha provato ad accender i candelabri delle settimane di quaresima col risultato di mancarne uno, ritornar indietro, accanirsi, lasciar il pubblico col fiato sospeso(me almeno) e poi gettar la spugna per palese superitorità della miccia piegata.
Il direttore del coro, inoltre, invece di volgersi al coro per condurlo, aveva il leggio sull'altare (ad una altezza inoltre sovrumana e quindi issato sugli scalini) e dava indicazioni tecniche al pubblico volgendo il fianco al coro?!
Il momento più aulico? L'Alleluja cantato dal parroco che aveva l'incedere più infarcito di alti e bassi in sequenza della storia: HaAAAAAAAaaaaaaaallleeEEEEEluUuUUUuuuuJJJJjjJJJJaAAAAAAAAAAAAAaaaaaAa.
Come non ridere, mi chiedo? C'ha impiegato 10 minuti e l'ugola di Mariah Carey per dar la soluzione finale a quell'alleluja!
E non voglio accanirmi sulla soave voce di una anzianotta rauca a cui era stato riservato l'assolo per acclamazione nel corso della comunione e della povera pianista a cui hanno ritagliato l'esecuzione di una canzone medievale accompagnata da infiniti ed esasperati ritornelli di eEeEEeeeeeeEEeeeeeEEEEEeeeeeeeeeEEEEeeeeeeeeee (vedi Enya in Orinoco Flower e dimenticala!).
Nonostante il mio occhio impietoso e il mio orecchio esigente io, tuttavia, vedo del potenziale in questi uomini e in questa macchina da spettacolo.
Alla fine la cerimonia del battesimo è stata addirittura emozionante, una bolla di perfezione in un mare di noia scosso solo da qualche sorriso a mezza bocca.
Quindi questa non è da vedersi come una stroncatura, cari fedeli.
Al più un invito ad un maggior impegno, a far di più.
Un rimando a settembre.
Per allora son convinta che tutti avremmo capito che ci fanno tre leggii su di un altare?!

The Monster Mash

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on martedì, marzo 30, 2010

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Io ho una sensibilità.Una di quelle che non t'aspetti a vedermi così a primo impatto. La stessa che da un po' di tempo ha issato una bandiera bianca in segno di tregua.
Son giorni che rifletto sui "mala tempora currunt". Lo si sente sempre dire. Ripeter come una formula esorcizzante. "Che tempi! Tempi bui, signora mia!"
Normalmente questo pensiero è preceduto da una sosta di fronte allo strillone di cronaca nera innanzi all'edicola di fiducia. O magari seduti a tavola col tg che annuncia la nascita di Nathan Falco Briatore o con Vespa che invita la Parietti a parlar del terremoto ad Haiti. Tutte cose lontane. Così lontane che ti scappa quasi automatico il "Che tempi!"
Poi però scendi in galleria a comprar un paio di scarpe e la proprietaria ha un occhio di vetro. Ti fermi ad una bancarella in piazza e il venditore è strabico. Salti in bici e all'incrocio freni di colpo per evitar un pedone sbucato all'improvviso: una donna con il volto tumefatto. Cammini sovrappensiero e per sbaglio urti una ragazza con il volto deturpato da una ustione. Monti in treno per tornar a casa e per giunger al tuo posto passi in rassegna uno ad uno i nuovi "Mostri" di Dino Risi: il nano zoppo, il signore coll'occhio "offeso", la donna col labbro leporino....
E mi chiedo solo: che cazzo sta succedendo?
O sono in un film di Fellini o davvero la bruttura di questi tempi sta gradualmente incarnandosi. I tempi hanno facce, corpi, deformità diffuse e disturbanti.
Dovrei iniziar a camminar a testa bassa, evitarmi certe visioni.
Perchè la bruttezza è umana e accettabile.
Ma la deformità è diabolica. E nel mio caso è diffusa in spirali che orbitano attorno al mio piccolo pianeta.
Pantagruelica, lasciva e luciferina mi turba.
E se i pensieri ti si leggessero in faccia? E se la tua pochezza fosse la tua condanna? E se il turpiloquio dei sentimenti, la tua bile nera, le psicosi latenti ti marcissero fuori oltre che dentro?
Se non potessimo più nasconder nulla, appender scheletri in armadi o ammucchiar polvere sotto i tappeti?
Non so se sentirmi come Carletto principe dei mostri o Ulisse. Magari tutto questo non c'è. La mente può farne di scherzi.
O magari, forse, l'evoluzione della specie passa anche da qui.

La Mattatrice

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on domenica, marzo 21, 2010

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La Sicilia è una terra strana. Innanzitutto ho fortissime riserve sul fatto che sia Italia e non Tunisia del Nord. Ma questo solo da quando ho per coinquilina Marilù, nota anche come Marilux. La Sicilia da allora mi appare come una nebulosa di usi e costumi al limite della gaia scienza nonché del buon senso. E con questo non voglio nulla toglier alla Tunisia, sia ben chiaro.
Non so bene se vi ci siate imbattuti anche voi nella razza in questione, ma il sicilianus dissapiens è una gran "capa tosta". Non sentirete mai fuoriuscir dalla sua bocca la magica formula di rito "Secondo me". Mai.
Il siciliano medio professa la sua opinione come Il Verbo. Tu esprimi il tuo parere. Lui nega fortissimamente l'esistenza dell'altro al di fuori di quello tramandatogli da generazioni."No, no, no. Non è così. Noi infatti...."
Ecco. Appunto. Voi.
"No, guarda. Si fa così!"
Grazie mille. Halleluja. Cristo è grande e s'è incarnato nel seno della vergine Marilux. Pur vivendo da sola da quasi 10 anni in effetti non avevo la benché minima idea di come fare TUTTO. Cade quindi a fagiuolo la lezione di vita dalla matricola. Ti prego quindi, indicami il cammino ed io lo seguirò.
Mi chiedo come sia stato possibile viver così a lungo senza perle indispensabili alla conoscenza umana come:
1)La pisella o i peri. Trattasi di legumi e frutta palesemente transgender di cui: l'una un incrocio tra piselli e ceci a quanto pare solo in uso a Trapani, gli altri ovviamente compagni delle loro più celebri partner femminili. Avrei dovuto lasciarla andar al mercato coperto alla ricerca di queste primizie ed invece, fattami impietosire, ho cercato di evitarle l'onta delle risate da parte di schiere di pakistani tra i banchi della frutta, suggerendole che magari non era una buona idea.
2)La piscina. A Trapani è buon uso non utilizzar in piscina costumi sgambati per le donne, anzi, è proibito. La muta. Sì. Va usata la muta da surfers. Conservatorismo nei costumi? Tradizionalismo? Pudicizia? Forse. Ma forse anche no, visto che gli spogliatoi sono in COMUNE tra uomini e donne! "E la doccia?" "Beh, la fai col costume!" "Cioè colla muta?!" "Si!" "Ma poi, cambiarsi, togliersi la muta?" "Che problema c'è, metti un asciugamano e ti togli tutto!" "Un asciugamano?TUTTO?Io che a stento riesco a mantenermi in equilibrio sfilandomi i pantaloni!"
3)La torre o case del pc. "A casa non abbiamo più il pc! Cioè c'è rimasto solo lo schermo, il KAISER invece non lo abbiamo più." "Il KAISER?" "Si, si. Il KAISER!" Ed io che non sapevo nulla dell'insigne titolo di cui può fregiarsi oggi un comune pc fisso. Me tapina!
4)La connessione wireless dell'Università. "Come posso fare per connettermi con il why-File in facoltà?" Il mistero s'è fatto fitto attorno al perché, come vi lascio ben immaginar, piuttosto che attorno al come.
5)L'inno della scuola superiore e i colori."Noi avevamo un inno di liceo che cantavamo il primo giorno di lezione nel cortile. Fa più o meno così Poppopò poppopò poppopò...il popolo, il popolo, siamo il popolo degli studenti....( segue motivetto dal delicato incedere di una marcia!) Quale era il vostro inno? E i vostri colori?" Segue silenzio moltiplicato per tre.
6)Marx. "Noi non abbiamo mai fatto MAX al liceo. Il nostro professore di filosofia lo odiava. Quindi ce l'ha fatto saltare a piè pari." "MAX chi scusa?" "MAX, il comunista!" Io mi chiedo: ma il determinismo storico che regna nell'impostazione dei vari testi scolastici, come sarà stato rimosso? Determinismo MAXISTA chiaramente.
7)Weber. "Io sto Uebber non lo capisco mica." "Ma chi Andrew Lloyd?(lo so, me le vado a cercare)" "Mannooo,Max(aridaje)!" Mannaggia a me che faccio anche battute di un certo livello che passano per mie sfarfallaggini incomprensibili, OLTRETUTTO! Mi chiedo solo se abbia una minima idea di quale Max stia parlando. L'elenco infatti inizia a farsi lungo a sto punto.
8)Piatti tipici delle feste." Da noi S. Stefano è la festa in cui mangiamo di più" "Ma davvero? Non sarebbe la festa in cui si va giù di brodo per alleggerirsi un po'?" "No( e te pareva)! Praticamente mia nonna prepara la pasta e poi una decina di condimenti tra cui: patate, broccoli, tonno, sottaceti, melanzane, sugo....e ognuno si condisce la pasta come preferisce. Vedessi mio padre che piatti che si fa...praticamente ci mette tutto!" La famosa pasta e merda delle feste, tradizionalmente distribuita in tutti i fast-food della McCuffaro, per intenderci.

E questo è niente. Tanto altro, troppo, sarebbe da raccontar, a riformular la definizione di grottesco ed oltre.
Sicilia, oh Sicilia mia...questa è la tua progenie che riversi in giro per il mondo. Spero tu ne sia consapevole.
Invece di predicar sempre sto benedetto "Turismo e cultura" potresti anche risvegliarti da quel torpore atavico che sembra davvero non conoscere età. Mentalità che si tagliano con un grissino si riversano in ogni dove seminando lo sconcerto.
Io poi non nego di esser sottilmente una stronza. Non sarò di certo io a metter in discussione le certezze granitiche della cara Marilux. Io mi diverto a scovarle, a fargliele raccontare e a condividerle. Massì. Perché dover spazzar via certe convinzioni?Perché porre fine all'incanto? Perché affrontar un contraddittorio dato che, se mi piglia la dolce Marilux mi frantuma coi suoi 90kg di possanza. Evito saggiamente quindi.
Ché poi, nonostante sia un polmone, mi apre in due dalle risate ogni volta. E le sue massime lo so, tra un po' faranno compagnia a quelle di Confucio.
O di Max. Uno a scelta tra i due.

New frequencies

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, marzo 10, 2010

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Lo dico?Lo dico.
Sabato ci sarò anche io a co-condurre New frequencies ovvero il programma radio senza la radio in filodiffusione presso la Collina dei conigli a Forlì.
Per maggiori info date un'occhiata al sito della collina.
Se quindi qualcuno in zona avesse voglia di far un giro, sappia che potrebbe imbattersi nella mia deprecabile persona.
Si parlerà di musica da films, colonne sonore, soundtracks...insomma ci siamo intesi, no?
Meriterebbe a prescindere, credo, al di là del mio plusvalore. Chiaro?

Fine marchetta.

Il mare è pieno di pesci

Posted by TibiDabi | Posted in | Posted on mercoledì, marzo 03, 2010

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Da queste parti non si ambisce alla gloria dei secoli.
Certo, tutto questo (poco) scrivere mi fa sentir in obbligo.Verso di voi, sparuti( spauriti?) amanti delle tinte forti nonché stomaci rivestiti di latta, ma - più convintamente - verso di me.
Mi sento costretta allo scrivere, come se avessi un debito di fiducia nei confronti di questo blog che non mi lascia molta scelta.
Questo vale per me.
Però là fuori c'è chiunque. Sì. Chiunque si è arrogato il dovere di scrivere. Di dir la propria. Di esser seguito da qualcuno. Perché, mi chiedo?!
Non è forse un diritto questo? Irrinunciabile, sì, ma che in quanto tale si può anche non esercitare.
L'impellenza è sempre più fomentata dal dovere di massa.
Siamo sempre sicuri di aver davvero qualcosa di così dirompente da dire?
Non meritano forse le parole un giusto decorso? Solo per apprezzarle. Perché valga la pena farsi ascoltare.
Tutti scrivono compiaciuti, pochi però hanno l'onestà di non farlo.
Ogni giorno scopriamo qualcuno con qualcosa di suo che si volatilizza nell'instante in cui lo fai tuo. C'è gente che non dovrebbe, c'è gente che ti dà almeno qualche metro di lunghezza e poi c'è gente che pari esser tu, quell'essere dall'unicità così conclamata che per anni hai coltivato. E sei speciale come tanti, ma tanti eh. Sei particolare, pazzo, fuori di testa, spacchi ma non hai l'esclusiva che credevi.
Vedete, saper che questo blog è nulla rincuora a suo modo. Aver una manciata di persone che mi legge credo mi si addica. Son soddisfatta così. Non vorrei foste più o meno di quello che siete. Non ho missive da recapitar all'umanità, né insegnamenti da trasmettere o condividere. Velleità artistiche?
Beh, sì, sono in attesa della googlata della vita. Anche un editore prima o poi dovrà aver bisogno di un "divano buono" per le proprie scarpe!
Tutto questo per dire che siamo tanti, tutti ben compressi in schiere lunghe e regolari. Stiamo così, gli uni dopo gli altri a caccia di espedienti.
A farsi forti dell'esser nessuno.
Alla ricerca dell'insolito che prima o poi ci seppellirà.